Coccole tirolesi e tradizioni austriache di Capodanno

Oggi torno a casa dall’Austria. Sono sul treno che da Wörgl mi porta a Verona, e poi da lì a Milano Centrale; guardo il paesaggio innevato fuori dal finestrino, mentre passo il confine dal Brennero.

Andare in Tirolo è sempre una gioia, soprattutto d’inverno, quando le case di legno sono ricoperte di neve, ci sono le lucine di Natale e presepi ovunque, si fa merenda con un tè caldo e i biscottini della mamma e delle zie della mia “mentora”, e le panetterie profumano di apfelstrudel caldo – lo strudel di mele – o del mio amato mohnstrudel – una sorta di brioche arrotolata con dentro i semi di papavero e la glassa sopra (e 5 chili in più solo a guardarlo).

 

I tirolesi fanno parte di quelle che io definisco “belle persone“: sono tutti molto cordiali, ti accolgono nei luoghi salutandoti sempre con il sorriso, sono disponibili e non dubitano della tua fiducia, cercano di aiutarti se sei in difficoltà con la lingua – appena capiscono che non sei del posto, cambiano prontamente dal dialetto al tedesco puro, o all’inglese, a seconda di come ti poni; alcuni cercano anche di parlarti in italiano se conoscono qualche parola, solo per venirti incontro.
Tutti gli austriaci che ho avuto modo di incontrare finora sono persone corrette, che rispettano gli altri e tutto ciò che li circonda, a cui basta poco per vivere felicemente, che si interessano di te e vogliono sapere qualcosa della tua vita anche se ti hanno appena conosciuto.

Mio padre mi racconta sempre degli aneddoti sull’omino della discarica, anzi, sugli, perchè sono due; uno è un po’ più burbero dell’altro, ma ti tratta sempre con rispetto e un pizzico di simpatia. Le prime volte che mio papà è andato in Austria, si è trovato spaesato in queste immense isole verdi con mille contenitori diversi, ma i due omini sono stati subito pronti a spiegargli – un po’ a gesti – come andassero messe le cose. Vedere come svolgono diligentemente il loro lavoro, come, anche se stanno parlando, vengono ad aiutarti a buttare «il cartone diviso dalla carta» perchè magari te lo dimentichi, la loro disponibilità, sono cose che fanno capire molto su questo popolo.

 

Quando vado in Austria mi rilasso molto; mi piace andarci anche per questo. Riesco a staccare la testa per qualche giorno, pur essendo molto vicina a casa.
Respiro aria buona, di montagna; dormo come un ghiro e mi sveglio con il Wilder Kaiser, l’Imperatore Selvaggio (o Arrabbiato), che mi da il buongiorno fuori dalla finestra; mangio come un lupo, fino a due anni fa mi abbuffavo di knödel burrosi e di käsespätzle nelle baite, ora non potendoli più mangiare mi butto su tantissima verdura in mille modi diversi che prepara la compagna di mio padre e le marmellate che ci fa sua zia, oltre a qualche piatto di selvaggina quando capita, ma mangio comunque più del normale; faccio tanto sport, sci alpino e di fondo d’inverno, lunghe passeggiate nei boschi d’estate (così intanto smaltisco il mohnstrudel).
Mi faccio coccolare dalla montagna, dai paesini, dai miei “nonni adottivi” e dall’accento da olandese che mio papà ha quando si cimenta nel tedesco.

 

Un’altra cosa che mi piace tantissimo fare quando passo il periodo natalizio in Austria è il Silvesterblei – anche Bleigießen o Molybdomancy. È una tradizione di Capodanno nei Paesi nordici, in Germania, in Svizzera e in Austria, con origini molto antiche, che consiste nello sciogliere delle formine di stagno, o piombo, dentro un cucchiaio, sopra una candela per esempio, e, una volta fuse, versarle velocemente dentro a una ciotola con dell’acqua fredda, così che si creino le forme più strane e disparate. Il bello arriva una volta che si tira fuori dall’acqua il metallo solidificato e, insieme ai presenti, si discute dei vari soggetti che quella forma amorfa potrebbe ricordare, passando poi a dare loro un significato di fortuna, gioia, dolore per l’anno nuovo della persona che ha fatto il procedimento.
Il kit con il necessario per quest’usanza si trova nei negozi e nelle cartolerie o lo si può ordinare su internet; di solito contiene un cucchiaio, qualche formina (quello che compriamo noi ne contiene sei) e un foglietto con le istruzioni e la spiegazione delle varie forme che si possono intravedere nel metallo.

Ed eccolo, anzi, eccola, perché è una Lei, la mia creazione di metallo per l’anno nuovo, che nel primo di trecentosessantacinque giorni ha ricevuto svariati significati, provando a prevedere cosa il 2018 mi riserverà.

Si avvereranno davvero queste predizioni? Chi lo sa! Come si suol dire,
lo scopriremo solo vivendo.

 

 

 

 

12 Replies to “Coccole tirolesi e tradizioni austriache di Capodanno

  1. L’Austria è un gioiellino, soprattutto nel periodo delle feste! <3 Non avevo mai sentito parlare del Silvesterblei, che bella usanza! La tua creazione mi ricorda un germoglio! Buon 2018 🙂

    1. Si, è davvero bella! Provalo, tanto i kit, come dicevo, si trovano facilmente su internet, ed è quasi divertente interpretare quelle forme strane! Grazie per il pensiero del germoglio, ha un bel significato ❤ buon anno anche a te!

Lascia un commento