Mercatini di Natale e il museo del futuro a Trento

Visitare Trento sotto il periodo natalizio è una gioia.
La prima cosa per cui mi entusiasmo d’inverno è la neve; a Trento, le strade bianche insieme alla cornice di montagne, le case colorate e gli addobbi natalizi, fanno respirare davvero un’aria di festa.

La mia gita nella capitale del Trentino è durata solo una giornata.
Io e la mia classe abbiamo girato poco il centro, vedendo solo la piazza del Duomo e i mercatini di Natale lì vicino.

La piazza e la Cattedrale di San Virgilio mi sono piaciute molto. La prima è spaziosa, praticamente solo pedonale, con la grossa fontana del Nettuno in centro, ed è delimitata da palazzi affrescati e il complesso del Duomo e del Palazzo Pretorio; per le feste, è stato fatto un presepe, davanti alla facciata della chiesa, che fa quasi impressione da quanto sembra vero, come se i personaggi fossero in carne ed ossa.
La chiesa, che si affaccia sulla piazza, ha un aspetto davvero semplice, appartenendo allo stile romanico; al suo interno, ha pochissimi ornamenti e qualche affresco sbiadito. Sfortunatamente, in questo periodo metà della navata è in ristrutturazione, quindi non siamo riusciti a vederla interamente.

A pochi passi dal Duomo, sia nella piazza Fiera che nella piazza C. Battisti, si trovano i mercatini di Natale [quest’anno dal 23 novembre fino al 6 gennaio 2020]; noi siamo stati in quelli di piazza Fiera.
Erano davvero molto carini, disposti circolarmente, in modo che venissero a crearsi due cerchi: le bancarelle del cerchio esterno vendevano oggetti di vario tipo, dagli addobbi natalizi, ai saponi profumati, alle babbucce morbidissime a forma di renna, mentre quelle nel cerchio interno avevano le pietanze tipiche della zona e di montagna, come i panini con vari salumi, lo strudel, i brezel, i canederli, il vin brulé ed altri liquori.

Dopo aver mangiato sulle botti dei mercatini ed esserci scaldati con le bevande calde che servivano lì, ci siamo incamminati verso il Muse.

Cos’è il Muse, o il museo “del futuro”

Il Muse è il museo delle scienze di Trento, progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2013; si trova a 20 minuti a piedi dalla stazione principale di trento e a 15 dalla piazza del Duomo.
Mi ha colpito molto. La struttura è stata progettata per non rovinare il paesaggio montano, sfrutta energie pulite e il parquet è fatto in bamboo; quest’ultima cosa, che sembra un po’ meno importante, è in realtà un aspetto interessante, a cui magari non tutti pensano: il bamboo, come ci hanno spiegato, è un legno non pregiato, economico ed “ecosostenibile”, molto resistente, facile da pulire, oltre che esteticamente bello, e quindi calza alla perfezione in un ambiente simile.
Al di là dell’edificio in sé, il Muse è anche un centro di ricerca in ambiti quali la biodiversità e l’ecologia degli ecosistemi montani, e la cosa bella è che gli uffici dei ricercatori hanno delle grosse vetrate, il che li rende visibili al pubblico.
Ed è proprio sulla montagna che è incentrata l’esposizione generale del museo: ogni piano, pur parlando di temi differenti, ha come filo conduttore la vita della montagna, dalla preistoria fino ai giorni nostri, e negli ultimi due piani in particolare quella delle montagne trentine.

Muse Trento

A proposito dell’esposizione, tra il piano -1 e il piano terra c’è la riproduzione di una foresta pluviale, che collega i due piani; il piano terra, sempre pienissimo di gente, è poi dedicato alla fisica: ci sono giochi ed esperimenti di vario tipo da fare, dalla torre di Hanoi agli effetti ottici, alla creazione di un ponte o di un tornado, e anche la visualizzazione di un mappamondo gigante in varie modalità (come la densità demografica e il flusso delle maree).
Questa parte di Scienza interattiva specialmente, ma in realtà un po’ tutta la struttura dei piani, è molto adatta per i bambini: c’erano tantissime famiglie, anche con i passeggini, che giravano e si divertivano – sia grandi che piccini – come dei matti.
Salendo, poi, troviamo Dai primi uomini sulle Alpi al futuro globale, dove si trovano i nostri due antenati, l’homo sapiens e l’homo di Neanderthal; al secondo piano troviamo Geologia, miniere e rischio ambientale; il terzo e l’ultimo piano sono quelli che si incentrano più sulla biodiversità trentina, in particolare il terzo parla della Natura alpina, e il quarto si concentra sulle Alte vette.
Particolare bellissimo e molto originale: nel mezzo dell’edificio si apre un varco che parte dal piano più basso fino al più alto, dove sono appesi principalmente animali che vivono nelle Alpi, disposti a seconda dell’altitudine a cui si possono trovare.

Quello che mi è piaciuto tantissimo di questo museo è questa praticità nel mostrare le cose: ogni singolo oggetto presente non è sotto vetro, compresi gli animali non-impagliati (sono delle statue di plastica ricoperte di pelo/piume); l’unica eccezione sono le rocce e i minerali, altrimenti si rovinerebbero. Si può toccare con mano tutto, testarlo, osservarlo da vicino.
Un esempio, oltre gli esperimenti di fisica, è il ghiacciaio che hanno riprodotto al quarto piano, con dietro una piccola sala cinema dove viene mostrato il paesaggio montano e la caduta di una valanga; oppure, il percorso che mostra foto della vegetazione e la fauna alpina (da qui ho scoperto che l’unico orso aggressivo nei confronti dell’uomo è il Grizzly); anche le ossa dei dinosauri possono essere toccate, essendo, ovviamente, dei calchi, così che, se si chiudono gli occhi, si possono quasi immaginare di fronte a noi, in carne – oltre che ossa.

Il Muse è il luogo dove scienza e divertimento si incontrano; un luogo per ogni persona di qualsiasi età; un luogo dove si può toccare il rispetto per l’ambiente e la natura, il rispetto per noi stessi, per il nostro mondo. È il museo dell’innovazione e della scoperta. È dove il passato prende vita, e si trasforma in futuro.

Per informazioni su orari, biglietti, visite guidate e ogni possibile dubbio, vi lascio la pagina dedicata sul sito ufficiale del Muse.

 

6 Replies to “Mercatini di Natale e il museo del futuro a Trento

  1. Sono contenta che la mia città ti sia piaciuta! La prossima volta ti consiglio di visitarla in giugno durante le feste vigiliane: avrai un’altra visione della città, totalmente diversa da quella che hai visto tu! T’aspetto 🙂

Fammi sapere cosa ne pensi!

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