Piccole praticità per un viaggio a Hong Kong

Baia di Hong Kong

A luglio di quest’anno sono “stata” a Hong Kong, una regione amministrativa speciale che si trova nel sud della Cina. Dico “stata” tra virgolette perché ci ho passato solo due giorni al posto di due settimane, mettendo piede fuori di casa solo un giorno.
È stato un viaggio molto difficile, e mi è altrettanto difficile parlarne; è successo ciò che temo in ogni viaggio per colpa di un mio problema alimentare, per cui tutto è saltato. Ancora adesso, dopo mesi, risento delle conseguenze portate da quel periodo, ma ho comunque deciso di parlarne, soprattutto vista la fatica fatta nell’organizzare l’itinerario.

Di Hong Kong, come dicevo, ho visto ben poco: l’unico giorno in cui sono riuscita ad andare in giro, ho fatto una gita in barca; ho potuto vedere un po’ della vita della città nel tragitto tra la casa dov’ero (nella parte occidentale dell’isola di HK) e il porto, scendendo alla fermata Central della metro e camminando per un pezzo.
Per questa motivazione, questo articolo ha uno scopo pratico sull’organizzazione in sé, su tutte quelle cose burocratiche da fare prima/durante il viaggio, più che sulle cose da vedere o provare.

 

Prima del viaggio: visto, assicurazione, itinerari e clima

La domanda che subito sorge spontanea quando si tratta di viaggi in Paesi al di fuori dell’UE è: «Serve il visto?». La risposta è no, non serve il visto per andare a Hong Kong; che sia un viaggio di piacere, di studio o di lavoro, se vi fermerete sul suolo “Hong Kongese” per un massimo di 90 giorni, il visto d’ingresso non sarà necessario.
Dovrete solo compilare un foglio prima dell’entrata nel Paese, che vi sarà consegnato in aereo, dove dovrete dichiarare: nome e cognome, sesso, il numero del vostro passaporto, la data e il posto del suo rilascio, la vostra nazionalità, luogo e data di nascita, l’indirizzo dove risiederete a Hong Kong (tenetevi sempre sotto mano l’indirizzo dell’hotel/appartamento), il numero e la provenienza del volo (se avete fatto scalo, quello che arriverà direttamente lì, non quello dall’Italia alla città dello scalo), e infine la vostra firma. Vi consiglio di scrivere tutto in stampatello, in modo che sia ben leggibile (ma questo vale per qualsiasi documento).

All’arrivo dovrete consegnare il foglio in dogana e vi sarà dato un fogliettino minuscolo da tenere nel passaporto (livello di perdibilità: >100), che vi ricontrolleranno all’uscita dal Paese.

Anche per visitare Macao da Hong Kong non è necessario alcun visto. Se, invece, avete intenzione di andare in Cina, anche passando per Hong Kong, vi servirà un visto; tenete presente che è possibile farsi fare un visto cinese a HK, ma è complicato e potrebbe volerci del tempo, quindi vi consiglio di farlo prima della partenza da casa.

Vi lascio qualche link utile a proposito di visto, dogana e quant’altro:
Viaggiare Sicuri, Ufficio Visti, Consolato Generale d’Italia.

 

Un’altro aspetto molto importante da prendere in considerazione prima della partenza è la stipula di un’assicurazione. Ognuno ha le proprie motivazioni per stipularla o no prima di un viaggio, non voglio stare qui ad elencarvi ogni situazione che potreste trovarvi ad affrontare, in questo caso vi do solo un motivo per cui dovreste farlo (e quindi un servizio che, se non è già presente, dovreste assolutamente richiedere): la traduzione simultanea. Il cinese è difficile, anche chi lo studia si troverebbe in difficoltà in un caso di emergenza probabilmente, e per spiegare un sintomo, un trauma, una qualsiasi cosa, l’inglese da solo potrebbe non bastare, quindi fare affidamento su un interprete non è una cattiva idea.

 

Per quanta riguarda gli itinerari, le guide turistiche offrono spunti molto notevoli su ognuna delle quattro aree di Hong Kong, ossia Kowloon, Hong Kong Island, i New Territories e le Outlying Islands.
Io, però, prima di partire, per creare un itinerario ricco, impegnativo, che coprisse circa nove giorni del viaggio, ero andata a spulciare svariati siti italiani, inglesi e cinesi (grazie Google traduttore, come al solito), per trovare posticini poco conosciuti da aggiungere ai miei piani. Dopo quasi un mese sono riuscita a completare una mappa con tutti i posti segnati, che avevo diviso per giornate a seconda della parte di Hong Kong dove si trovano e del tempo che ci si può impiegare per raggiungerli e visitarli; è inclusa anche Macao.
Questa è la mappa:

Prendetela molto come idea astratta per un possibile percorso da seguire, o per qualche punto di interesse di cui non avete trovato nulla in giro, perché non avendo avuto la possibilità di “testarla”, di seguire l’itinerario che mi ero prefissata, non so quanto effettivamente sia fattibile, sia per i tempi che per le distanze.

 

Infine, se avete avuto la mia stessa brillante idea di andare a Hong Kong d’estate, preparatevi al suo clima: CALDO. C’è questo caldo umido, afoso, che porta piogge e, se proprio siete sfortunati, anche cicloni (ma non abbiatene paura, lì ci sono abituati). A me ha sconvolto molto questa umidità, abitando a Milano pensavo di poterla sopportare, ma l’80% è veramente tanto; sudi anche solo respirando. Non fatevi abbattere però, dopo un giorno io mi ero abituata e respiravo meglio, nonostante la cappa di smog sempre presente sopra di me.
A questo proposito, mettete in valigia vestiti leggeri, ma non dimenticatevi un golfino, felpa o scialle, per quando entrerete in metropolitana o, in generale, nei posti al chiuso: l’aria condizionata a palla potrebbe farvi ammalare.

Anche per questo argomento, vi lascio link dettagliati sul clima di Hong Kong:
Climi e Viaggi, Viaggio in Cina.

Piccolo appunto: procuratevi un’adattatore universale, a Hong Kong ci sono diverse tipologie di prese.

 

Durante il viaggio: mezzi per spostarsi, valuta, internet, lingua e consigli

Avete preso il vostro volo, siete arrivati – distrutti – all’aeroporto internazionale di Hong Kong Chek Lap Kok, siete saliti sulla sua metropolitana interna (non era un’allucinazione, vi giuro che c’è sul serio), e adesso?
L’aeroporto si trova sull’Isola di Lantau, lontana dalla città. Per raggiungerla, il modo più veloce, ma anche più costoso, è il treno; l’autobus, invece, ci impiega un po’ di più, ma è sicuramente più economico: noi avevamo optato per quello.

L’intero territorio di Hong Kong è ben coperto da reti metropolitane o linee dell’autobus, oltre che da treni, tram e traghetti. Personalmente, mi sono trovata bene sia sull’autobus, sia sulla metro: erano efficienti, puliti e tranquilli, non ho sentito la necessità di tenermi la borsa davanti per paura. Per utilizzare i trasporti locali, avete due possibilità: fare i biglietti, cosa che conviene se si passano magari solo un paio di giorni lì, oppure utilizzare la Octopus Card.
La Octopus è una tessera ricaricabile comodissima da usare in città, in quanto, oltre a funzionare come “abbonamento” per i mezzi, è possibile usarla come una carta di credito ricaricabile in bar, ristoranti, supermarket, distributori automatici, parchimetri e negozi. Potrete noleggiarla direttamente sul posto.

Un sito con informazioni più dettagliate sulla Octopus: blog di Marco Togni
Il sito ufficiale: Octopus

Oltre alla Octopus, si può ovviamente pagare in contanti e con carte di credito europee. La valuta è il dollaro di Hong Kong (HK$), che ad oggi vale 0,1093€ (il dato potrebbe cambiare).
Il consiglio che ci era stato dato da una persona che abita lì è stato di cambiare subito 50€ in HK$ appena arrivati in aeroporto, per poi cambiarne altri nei baracchini in città, dal momento che i negozianti preferiscono il pagamento in cash (e viste anche le commissioni salate sulle carte di credito). Il budget che avevamo previsto era di 50€ al giorno, girando e mangiando sempre fuori.
Ricordatevi di verificare che le vostre carte di credito siano abilitate per Hong Kong.

 

Relativamente alla questione Internet, come in ogni Paese le tariffe delle compagnie telefoniche italiane salgono alle stelle. A Hong Kong, è presente una rete wi-fi che copre i punti più turistici.
Noi, per comodità e visti gli spostamenti “fuori porta” che avevamo programmato, abbiamo fortunatamente avuto un appoggio in città che ci ha fatto avere un suo vecchio cellulare con dentro una SIM locale, ricaricabile, munita di qualche megabyte per utilizzare Internet. Se volete intraprendere questa strada, non è necessario comprare un cellulare nuovo per caricarci una SIM di Hong Kong, basta controllare che il proprio dispositivo la possa supportare. Esistono svariati tipi di SIM, anche la Octopus ha un’opzione per questo; la più utilizzata è la Hong Kong Tourist SIM Card.

Sempre nel sito di Marco Togni trovate altre informazioni a proposito.

 

Ultima questione, la lingua.
A Hong Kong le lingue ufficiali sono il cinese (mandarino), il dialetto cantonese e l’inglese. Probabilmente sarà facile rapportarsi con persone responsabili di mete turistiche, ma la mia personale esperienza con i negozianti di alcuni 7-Eleven (sparsi dietro ogni angolo della città), mi ha fatto supporre che non tutti sappiano l’inglese, ed essendo l’accento abbastanza tremendo, la comprensione reciproca potrebbe essere difficile.
La mia soluzione, oltre ai gesti, era stata quella di comprare un piccolo frasario/dizionario italiano-cinese, solo perché, avendo studiato per un anno cinese, volevo provare a cavarmela leggendo le frasi da lì; avrei sbagliato sicuramente i toni e dato del cavallo a qualche persona, ma l’intenzione in buona fede c’era.
Soluzioni un po’ più “facili”, invece, potrebbero essere tenere sempre a portata di mano Google traduttore (con il cinese scaricato per l’uso offline) e scriversi i posti che si vogliono raggiungere su un foglietto.

In aggiunta, la mia migliore amica, studentessa di cinese in un liceo linguistico, mi ha dato qualche dritta a proposito di come relazionarsi con i cinesi (in generale), oltre che dirmi appunto che non è il caso di cimentarsi con la lingua, perché si potrebbe fare davvero confusione con i toni.
I suoi consigli (da lei chiamati «piccoli stratagemmi per sopravvivere alla Cina con un cinese») sono:

  • se un cinese vi invita fuori a mangiare, mai lasciare il piatto vuoto, altrimenti penserà che non siete pieni e continuerà ad ordinare;
  • se nel mezzo di una conversazione, qualcuno vi facesse domande personali a proposito del proprio stipendio, lavoro, anche della famiglia, sappiate che non lo farebbe con cattiveria, ma solo per un vero interesse a capire se stiate bene economicamente;
  • di norma, quando si esce a mangiare o a bere con un gruppo di cinesi, a giro sarà una sola persona a pagare il conto (scannandosi prima con tutti gli altri per la propria reputazione);
  • i cinesi sono molto scaramantici;
  • se faceste un regalo a un cinese, non aspettatevi che lo apra davanti a voi, poiché in quel momento danno più importanza all’ospite in quanto tale che al regalo.

Ovviamente questi sono caratteri comuni che possono valere come no per i cinesi; la Cina, Hong Kong compresa, è uno Stato enorme e di sicuro non troverete solo persone di questo tipo. Diciamo che potrebbe essere un aiuto per capire determinati comportamenti, senza che vi sconvolgano.

 

In conclusione, spero che questa mini-guida agli aspetti preparativi di un ipotetico viaggio a Hong Kong possa esservi utile – più di quanto lo sia stata per me.
Nonostante la brutta esperienza, confido che un giorno riuscirò a tornarci e ad attuare l’itinerario che mi ero preparata, per tornare, poi, con un bel ricordo e tante storie da raccontare.

L’unica foto che ho scattato, dal finestrino dell’autobus mentre andavamo verso la città.

 

Altri siti utili:

Sito dell’Ente responsabile per la promozione del commercio estero di Hong Kong: HKTDC
Guida veloce della Lonely Planet online: LonelyPlanet
Guida del sito ufficiale dell’Ente del Turismo (in inglese): Discover Hong Kong
App utili da scaricare: Mobile Apps

 

 

4 Replies to “Piccole praticità per un viaggio a Hong Kong

  1. Ciao Giulia, che peccato che non sei riuscita a vederla! Tornerai sicuramente 🙂
    Io ho vissuto in Cina per un anno, è un paese che amo tanto e non vedo l’ora di visitare anche HK e Macao, mi salvo l’articolo (veramente ben fatto!) per quando accadrà 🙂
    Un bacio!

    1. Ciao Veronica! Si, mi è dispiaciuto davvero tanto… ma ci tornerò prima o poi, ne sono certa. Grazie mille, spero ti sia d’aiuto!

  2. Hong Kong è uno di quei luoghi particolari che mi piacerebbe visitare almeno una volta, quindi il post mi è decisamente utile, grazie! Mi spiace che tu non abbia potuto godertela come si deve, ma so per esperienza familiare che con allergie e serie intolleranze c’è poco da scherzare.

    1. Dal poco che ho visto di Hong Kong, posso dirti che è una città davvero unica, il “perfetto” mix di Oriente e Occidente… ti sorprenderà di sicuro! Grazie comunque, un giorno riuscirò a tornarci, e sarò più forte di prima

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